Portrait Breackfast Club

Portrait Breakfast Club nasce da un gesto semplice: invitare qualcuno a casa per un caffè.

In un tempo in cui le relazioni scorrono veloci e spesso restano in superficie, il progetto prova a rallentare. A creare uno spazio reale, domestico, in cui incontrarsi davvero. Attraverso Instagram il contatto prende forma, ma è solo l’inizio: poi c’è una porta che si apre, una cucina, una tazza portata da casa. Un oggetto quotidiano che diventa pretesto, punto di partenza, piccolo rituale condiviso.

Le domande sono sempre le stesse, apparentemente leggere: cosa bevi la mattina? dolce o amaro?
Eppure, lentamente, qualcosa cambia. Le risposte si allargano, si fanno personali, intime. Il racconto prende una direzione imprevista, e la colazione diventa un tempo sospeso in cui le persone si lasciano attraversare.

Le fotografie accompagnano questo processo con uno sguardo diretto, senza costruzione. I ritratti non cercano di impressionare, ma di restare. Di trattenere quella breve distanza tra due sconosciuti che, per un momento, smettono di esserlo.

Le parole, raccolte e trascritte, si intrecciano alle immagini e costruiscono storie. Piccole, fragili, autentiche.

In un luogo nato per essere veloce e distratto come i social, Portrait Breakfast Club prova a fare il contrario: trasformare il contatto in relazione, l’immagine in ascolto, l’incontro in qualcosa che resta.

Tutto parte da una tazza.
E da qualcuno che si siede, e decide di raccontarsi.

Un progetto inventato e curato da tre amici: Alessia, Sebastiano e Andrea

Qui lo puoi vedere sui social.