Questa serie nasce dall’incontro tra un’architettura e chi l’ha pensata. La casa residenziale progettata da Marco Zordan, ispirata a un linguaggio portoghese fatto di luce, superfici chiare e materia essenziale, diventa il primo soggetto dello sguardo. Uno spazio che non cerca l’enfasi, ma un equilibrio silenzioso tra forma, funzione e relazione con l’ambiente.
Dopo aver attraversato gli spazi, le soglie, i dettagli costruttivi, il ritratto si sposta naturalmente verso l’architetto. Marco Zordan appare all’esterno della casa, come se ne fosse una prosecuzione: la stessa attenzione ai materiali, la stessa misura nei gesti, la stessa sensibilità per ciò che è naturale e autentico. Il ritratto non è separato dall’opera, ma ne diventa una traccia umana, un punto di connessione.
La fotografia prova a tenere insieme questi due livelli: il progetto e la presenza, l’architettura e il corpo che l’ha immaginata. In entrambi i casi emerge un approccio che combina artigianato e visione contemporanea, tradizione e ricerca, senza mai perdere il contatto con la materia e con la luce. Le immagini non raccontano solo una realizzazione, ma un modo di abitare lo spazio e di pensarlo.